Liberarti dall'Alimentazione Emotiva
Smetti di usare il cibo per gestire quello che senti dentro.
Un percorso guidato per distinguere la fame vera da quella che nasce dalle emozioni.
ChatGPT
Claude
Gemini
Quando mangi per fame emotiva senza riuscire a distinguerla dalla fame vera.
Mangi quando sei stressato, solo, annoiato o triste, non solo quando hai fame: il cibo qui è il sintomo, non il problema che stai davvero cercando di calmare.
Fase per fase impari a distinguere la fame vera da quella emotiva, costruendo con la tua AI alternative concrete a quello che il cibo sta facendo al posto tuo.
8 fasi per distinguere la fame vera da quella che nasce dalle emozioni.
Si comincia da quello che cerchi davvero quando apri il frigo senza avere fame, fino al Patto con il Cibo, il documento a cui tornare nei momenti in cui il cibo diventa una scorciatoia.
Diagnosi
Apri il frigo alle undici di sera, e solo a metà del gesto ti accorgi che la fame non c'entra quasi nulla.
Le Origini
Il cibo è diventato il contenitore di cose che non avevi altro posto dove mettere: non è successo per debolezza, è successo perché ha funzionato, almeno per un po'.
Il Ciclo Della Negazione
Riconosci il ciclo della negazione mentre accade: il momento in cui ti dici che va tutto bene, proprio mentre la mano è già sulla maniglia del frigo.
L'Impatto Profondo
Solitudine, vuoto: sono le cose che il cibo prova a riempire. Dargli un nome, uno alla volta, li rende più facili da distinguere dalla fame vera.
Strumenti Pratici
Quando la mano si muove verso il frigo senza che la fame c'entri davvero, hai un piccolo strumento pronto.
Il Contesto Sociale E Relazionale
Guardi in quali situazioni sociali il cibo diventa un rifugio: le cene, le serate da sola, i momenti dopo una discussione.
Costruire Il Tuo Nuovo Rapporto Col Cibo
Costruisci un nuovo rapporto con il cibo che non parte dal senso di colpa.
Integrazione
Il Patto con il Cibo aiuta a distinguere, proprio nel momento in cui si apre lo sportello del frigo, se a parlare è la fame o qualcos'altro.
Questo percorso è per te se…
Mangi quando sei stressato, solo, annoiato o triste, non solo quando hai fame
Il cibo è diventato il tuo principale strumento di gestione emotiva
Ti ritrovi in cicli di restrizione ed eccesso che si ripetono
Hai difficoltà a distinguere la fame fisica da quella emotiva
Vuoi costruire un rapporto più sereno e consapevole con il cibo
Un cambiamento che hai scelto.
Riconosci i pattern emotivi che guidano il tuo rapporto col cibo e costruisci alternative concrete. Il cibo torna ad essere nutrimento, non automedicazione.
Il percorso si chiude con il tuo Patto con il Cibo: chi sei quando il cibo torna a essere solo cibo, le nuove credenze che hai scelto, i 3 comportamenti concreti e i 3 impegni per i prossimi 30 giorni.
Cosa dicono di questo percorso.
Feedback di chi ha usato questo percorso per lavorare su di sé con più chiarezza e continuità.
La prima fase è rapida. La seconda rallenta. Dalla terza in poi non puoi più andare di fretta.
DIANA S.Ho preso una decisione importante dopo il percorso. Il percorso ha reso possibile la chiarezza che mi serviva.
NADIA R.Cercavo qualcosa di concreto, non un corso teorico. Questo è quello che cercavo.
CLAUDIO U.C'è stata una risposta che mi ha messo a disagio. Ho continuato. Era quella la parte del percorso che mi serviva.
DANIELE A.Compatto, diretto, senza fronzoli. Ogni domanda ha un perché.
PAOLA L.Ho risposto a una domanda e poi ho capito che quella risposta spiegava anche altre tre cose che non capivo.
MASSIMO C.Ho usato Gemini per il percorso. Ogni risposta generava una conversazione più profonda di quello che avevo previsto.
FRANCESCO B.L'ho regalato a un amico che stava attraversando una fase difficile. Non gliel'ho detto. L'ho solo mandato.
GIANLUCA B.Non è una lettura. è un lavoro. E il lavoro fa la differenza.
MONICA H.Sono tornata a leggerlo quando avevo bisogno di un punto fermo. Il percorso è diventato un ancoraggio.
GIULIA C.Il documento finale è l'unica cosa che ho scritto su me stessa che rileggo con piacere.
CHIARA M.Ho capito che alcune mie abitudini sono strategie di protezione. Non le sto eliminando. Le sto usando meglio.
RICCARDO A.Questo percorso è uno strumento di auto riflessione e non sostituisce un supporto psicologico professionale.
